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0148 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 148 (Grayscale High Resolution Image)

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doi: 10.20676/00000174
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116   CAPITOLO SESTO

Il Làdak (') che s' insinua fra il Tibet proprio, il Cashmir ed il Bàltistan, spingendosi verso settentrione fino allo spartiacque fra l' India e 1' Asia Centrale, sul confine del Turchestan Cinese, fa ora parte politicamente del regno di GiammuCashmir ; ma nei suoi costumi sociali e religiosi è vera parte del Tibet, col quale ha in comune una razza ed una civiltà con caratteri così speciali in ogni aspetto della sua vita pubblica e privata e nel suo ordinamento oligarchico-religioso, che si differenzia subito, al primo affacciarvisi, da ogni altro aggruppamento umano. E impossibile interpretarne, anche nel modo più superficiale, i caratteri, senza avere una idea, almeno nelle sue grandi linee, del substrato religioso che ne è il fondamento.

Il buddismo fu introdotto nel Tibet fra il secolo VII e l' VIII, probabilmente per la via del Làdak (2) quando da secoli s' era già diffuso in Asia Centrale ed in Cina, pervenendo fin nel Giappone. Il concetto originale etico-filosofico del Buddha aveva subito deformazioni tali da esser divenuto quasi irriconoscibile. La dottrina primitiva, come ognuno sa, era consistita in un innesto sul dogma fondamentale indù della riincarnazione e della retribuzione nelle esistenze successive, del concetto filosofico che la vita è sofferenza, che causa del dolore è il desiderio, e che, solamente coli' estinzione di ogni voglia e passione, si può ottenere la liberazione definitiva dal carma (azione) e dalla trasmigrazione, ossia l' annichilimento finale nel nulla. La vita monastica era predicata agli uomini ed alle donne quale mezzo atto a favorire il distacco completo dalle lusinghe dei sensi. La salvezza era offerta a tutti gli uomini, senza alcuna distinzione di casta o di razza, per modo che la dottrina ebbe subito un carattere universale che la rese adatta alla predicazione missionaria, e ne facilitò la rapida propagazione in tutta l' Asia, mentre in India ebbe anche il significato di una profonda riforma sociale in rispetto dell' esclusivismo braminico (3).

Ma a poco a poco, e parallelamente collo svilupparsi dei concetti teistici del-

l' induismo, anche il buddismo venne creandosi una teocrazia, trasformando così radicalmente il concetto originale puramente etico-umano della dottrina primitiva.

I nuovi dogmi vennero consacrati nella scuola detta Mahaiana, o del Grande Veicolo, iniziatasi già nel II secolo della nostra era. Il Buddha fu divinizzato ; anzi, sorse la dottrina di Buddha innumerevoli, allogati in una molteplicità di mondi, complicati da una gerarchia di Buddha celesti o Bodisatva, e si sviluppò un culto spettacolare con

  1. Secondo A. CUNNINGHAM (l. c., pag. 18) in tibetano La - tags, detto anche Mar-yul, cioè « terra rossa ». Il Desideri lo chiama Lhatayul o Secondo Tibet; da altri chiamato Tibet Medio o Occidentale.

  2. Secondo il CUNNINGHAM (1. c., pag. 356) il buddismo era già prevalente nel Làdak fin dal 240 a. C., portatovi dai missionari di Asoka.

Per quanto riguarda la introduzione del Buddismo nel Tibet e la caratteristica forma che vi assunse (Lamaismo), vedi la chiara esposizione che ne fa SIR CHARLES ELIOT, nei capitoli XLIX-LIII, Vol. III, del suo Hinduism and Buddhism, Londra 1921.

  1. Vedi però le riserve formulate de T. W. RHYS DAVIDS, nei Dialogues of the Buddha; raccolta dei Sacred Books of the Buddhists, edita da Max Müller, Londra, 1899, Vol. II, pag. 96 e segg.

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