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0174 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 174 (Grayscale High Resolution Image)

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[Figure] A section of the collection of Tibetan music "The Book of Songs (Jang-Giig)"Notazione musicale tibetana. Frammento di un 《Libro dei Canti》 (Jang-Giig).

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doi: 10.20676/00000174
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142   CAPITOLO SESTO

vien loro servito durante le funzioni e gli esercizi spirituali. Vi si mescola il lezzo dei monaci stessi, incomparabilmente sudici ; ed i fumi aromatici dell' incenso e dei bastoncini di benzoino non bastano a neutralizzare il tanfo.

Le funzioni religiose hanno un rituale complicato e preciso quanto quello greco o cattolico romano, e sono accompagnate da una musica e da corali che hanno molti dei caratteri del canto gregoriano. La musica sacra tibetana ha una notazione grafica propria, caso forse unico in Oriente, che corrisponde ai neumi cristiani che furono in uso nei corali della chiesa cattolico-romana fin verso il secolo XIV. Di regola

Notazione musicale tibetana. Frammento di un « Libro dei Canti » (Jang-Giig).

intervengono alle funzioni i soli monaci. La gente laica è ammessa nei templi soltanto in circostanze solenni e nelle feste speciali, e fa spesso lunghi viaggi per recarsi ai monasteri dove si celebrano. E le feste sono combinate in modo che si succedono dall' uno all' altro luogo, cosicchè la popolazione possa assistere successivamente a tutte in una data regione. La gente più facoltosa ha di regola nella propria casa una cappella privata per il culto, dove vengono ad officiare negli anniversari religiosi monaci chiamati dal monastero.

I religiosi portano un abito non molto dissimile dal costume tradizionale degli apostoli. Un lungo saio di lana color rosso mattone scuro, senza maniche, cade dalle spalle ai piedi, fissato da una fascia avvolta intorno alla vita ; e su questo portano un ampio mantello a scialle della stessa stoffa che passa sopra la spalla sinistra e sotto l' ascella destra, in modo da lasciar nudo il braccio destro. Il capo, raso come il viso, è nudo, o coperto da un berretto caratteristico con largo risvolto alla parte posteriore e sopra le orecchie, di color rosso nelle varie sette rosse, e giallo pei gelugpa, o setta riformata. Dalla cintura pende un piccolo astuccio di cuoio contenente una ampollina di acqua benedetta e il rosario. Nella destra tengono il cilindro delle