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0343 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 343 (Grayscale High Resolution Image)

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doi: 10.20676/00000174
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DA LE ALL' ALTIPIANO DEPSANG   299

Delle tre vie fra Lè ed il Turchestan Orientale, l' una, per il Ciang Cemmo e gli altipiani a Oriente della valle Sciàiok, non era fatta per noi, perchè non conduceva al Caracorùm Orientale, dove la spedizione si proponeva di eseguire stazioni geofisiche e di esplorare i ghiacciai dai quali nasce lo Sciàiok. Questa via, del resto, non è quasi mai percorsa dalle carovane che si recano o provengono dall' Asia Centrale, perchè è più faticosa e più lunga delle altre, e corre attraverso vastissimi piani deserti, sopra i 5000 m., dove non solo non v' è traccia di vegetazione per il vitto degli animali e per il combustibile, ma neppure acqua da bere. E una via che servì forse un tempo, quando i dintorni del passo Caracorùm erano infestati dai predoni cungiuti, venuti da Hunza e da Nagar, all' estremo angolo Nord-Ovest del Cashmir, a far bottino delle carovane, traendo anche seco la gente in schiavitù (`).

Rimanevano la via per la valle Nubra e quella su per lo Sciàiok, che mettono capo entrambe al passo Caracorùm. Fino al 1914 la prima era la via normale, percorsa dalla grande maggioranza dei viaggiatori e dalle carovane commerciali, a malgrado dell' ostacolo del colle Sassir, che si doveva valicare per passare dalla valle Nubra in quella dello Sciàiok ; un grave strapazzo aggiunto ai tanti della via, oltre ai pericoli dei ghiacciai che coprono il colle. Ma il vallone Sciàiok, profondamente incassato fra pareti precipitose, col fiume che si addossa ora all' una, ora all' altra, costringendo a continui guadi, non era percorribile che di tardo autunno, nella stagione di magra delle acque, o nell' inverno, quando il fiume gelato si può traversare quante volte occorre a piede asciutto (2).

Solamente nel 1909 il Governo dell' India si decise a dare effetto ad una racco-

C:   mandazione formulata già dal Forsyth nel 1874, (3) promuovendo la costruzione di
una strada carovaniera che, partendo dal villaggio Sciàiok, risalisse la valle a Nord lungo la sua parete sinistra, evitando i guadi del fiume (4). Il lavoro venne perse-

~i   T. E. GORDON, The Roof of the World, Edinburgo, 1876 ; G. HENDERSON e ALLAN O. HUME, Lahore

to Yarkand, ecc. Londra, 1873 ; H. W. BELLEW, Kashmir and Kashgar, Londra, 1875 ; oltre alle varie lettere del Forsyth, del Shaw e di altri componenti delle spedizioni in Proc. R. G. S., Vol. XV, 1870, pag. 23, e 1871, pag. 175 e 387; Jour. Roy. Geo. Soc., Vol. XLI, 1871, pag. 378; Proc. R. G. S. Vol. XVIII, 1874, pag. 111 e 444.

(I) Vari viaggiatori scelsero questa via per poter penetrare nel Tibet proprio, dopo traversato il Ciang La ed il Marsimik La. Così H. Bower, nel 1891 ; A. Deasy, nel 1896 ; C. Dalrymple Bruce nel

:(;   1905; Sven Hedin, nel 1906.

  1. II THOMSON scriveva già nel 1848 di carovane che prendevano la via dello Sciàiok di primavera o nel tardo autunno (lettera nel Jour. Roy. Geog. Soc., Vol. XIX, 1849, pag. 25). Il CUNNINGHAM (1. c.,

it   pag. 96) stima la portata invernale dello Sciàiok di 2000 piedi cubi ; quella del maggio di 12.000 ; e la
massima, dell' agosto, di 18.000.

  1. « Che se la valle dello Sciàiok potesse esser resa praticabile in ogni stagione, sarebbe certamente la via preferibile a tutte ». Lettera del FORSYTH nei Proc. R. G. S., Vol. XVIII, 1874, pag. 113.

(1) In questo stesso anno 1909, il Dr. Longstaff, reduce dalla esplorazione del ghiacciaio Siàcen, accompagnò il Cap. Oliver, Residente inglese a Lé, in una ispezione su per la valle Sciàiok, per tracciare ìl piano di questa strada. (Vedi la citata Relazione del LONGSTAFF nel Geogr. Jour. del 1910, pag. 622).