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0435 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 435 (Grayscale High Resolution Image)

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doi: 10.20676/00000174
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GHIACCIAIO RIMU   363

far stazione. Quivi, come su tutti i colli prominenti saliti trovano un discreto cumulo di ossicine e di penne di uccelli. Devono esser falchi che vengono abitualmente a divorarvi le piccole prede. La valletta dietro il campo è cosparsa di ciuffi d' erba e di fiorellini, e vi troviamo tracce di antilopi o di gazzelle che vi pascolano.

Andammo a riposare coil' animo aperto alle più rosee speranze per 1' indomani; ma tanto più crudele fu il risveglio in una mattinata nebbiosa con pesanti nembi sulla bassa valle e sui monti alla testata del ghiacciaio. Veniva giù un nevischio a fini granelli, asciutto come sabbia. Tuttavia, Jamna Prasad partì ugualmente poco dopo le sei, per salire al circo superiore. Rimase assente quasi tredici ore, avendo fatto varie stazioni attraverso l' alto bacino. Con un pazienza da certosino, approfittando di ogni fuggevole schiarita, riuscì a completare la carta in ogni particolare. Le vette e l'alta cresta erano già state rilevate e disegnate dalle varie stazioni fatte nei dintorni della fronte del Rimu.

La buona riuscita del nostro lavoro è senza dubbio dovuta in gran parte alla ammirevole costanza ed alla devozione del nostro topografo Jamna Prasad. Indù di casta bramina come il suo collega Shib Lal, che assecondò con uguale fedeltà il lavoro del Wood e dello Spranger, adatto per la razza e per la consuetudine di vita ad un clima tropicale, diede prova di una straordinaria resistenza fisica e morale, senza aver mai un momento di debolezza nel suo assiduo lavoro, impervio al freddo, all' altitudine, alla fatica delle lunghe marce nella neve alta, sebbene la completa astinenza dalla dieta animale riducesse il suo cibo, nelle condizioni in cui eravamo, a qualche manciata di riso, o di lenticchie, accompagnata dalle focacce di farina cotta senza lievito, che tengono luogo di pane e che chiamano ciupatti.

Il 10 Agosto fu l'ultimo giorno che passammo sul ghiacciaio, scendendo direttamente per la via percorsa in salita fino al luogo del nostro campo ai piedi del Rimu. Non nevicava, ma in alto era brutto tempo. Tutto l'alto ghiacciaio era coperto di nebbia e di nubi, e anche sul Dèpsang il cielo era procelloso.

Tre giorni dopo rientravamo al campo base sul Dèpsang riunendoci ai compagni. L' Alessandri ed il Ginori stavano per chiudere la serie delle loro assidue e pazienti osservazioni, dopo due mesi e mezzo di ininterrotto lavoro. Il Dainelli ed il Marinelli erano arrivati il 4 Agosto, il Wood e lo Spranger il 12. Nei capitoli che seguono essi descriveranno le vicende della loro vita in questo periodo di tempo, in cui la spedizione fu divisa in quattro comitive separate.