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0026 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 26 (Color Image)

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doi: 10.20676/00000174
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CAPITOLO PRIMO

nascere lo Sciàiok da un gruppo di ghiacciai di modeste dimensioni, uno dei quali è indicato col nome di Remo, e da un bacino circolare, formato da una brusca deviazione dello spartiacque verso Nord, e compreso fra questi ghiacciai ed il

valico Caracorùm (i).

Il Johnson passò di nuovo vicino alle sorgenti dello Sciàiok l' anno successivo, nel 1865, al ritorno da un viaggio ad Ilci, la capitale del Khotàn, nel Turchestan Cinese ; ma, malgrado questa seconda visita, la sua attenzione fu così poco colpita dai ghiacciai dove esso sorge, che egli non li menzionò affatto nella relazione del suo viaggio letta alla Reale Società Geografica di Londra, nè li indicò in alcun modo nella carta dell' itinerario che illustra la Relazione stampata (2).

Invece Robert Shaw, che fu il primo commissario inglese nel Làdak, e visitò anch' egli la sorgente dello Sciàiok cinque anni dopo il Johnson, scrive che il fiume nasce da una vasta « mer de glace » (3) ; ed anche Sir Douglas Forsyth, che passò in questo luogo nel 1873, di ritorno dalla sua seconda missione a Càshcar, parla di un unico vasto ghiacciaio, dal quale sorge lo Sciàiok (4). Ma nè lo Shaw, nè alcun membro della missione Forsyth mise il piede sul ghiacciaio, o raccolse alcun nuovo elemento topografico, onde la carta disegnata coi dati forniti dal Johnson nel 1864 rimase immutata.

Dopo il Forsyth, per trentasei anni, più nessuno parlò delle sorgenti dello Sciàiok. La via carovaniera fra il Làdak ed il Turchestan Cinese, che fino ad un secolo fa vi passava dappresso, aveva dovuto cambiar itinerario, abbandonando le strette gole per dove scorre lo Sciàiok poco sotto la sua origine, divenute impraticabili per l' avanzarsi di ghiacciai dalle valli laterali, per salire all' aperto sull' altipiano Dèpsang; cosicchè questa regione era divenuta completamente abbandonata da tutti. Bisogna arrivare fino al 1909 per contarvi un altro visitatore, il Dott. Longstaff, il quale, dopo aver esplorato, come dissi, lo Siàcen, risalì il corso dello Sciàiok fino al ghiacciaio da cui esso nasce. Ne riportò una impressione di vastità e grandezza in tutto concorde colle descrizioni dello Shaw e del Forsyth, ed anche molti dubbi sulla correttezza della carta per quel tratto dello spartiacque del Caracorùm (s).

V' era dunque ogni ragione di credere che la esplorazione del bacino d' origine dello Sciàiok e della parte corrispondente del Caracorùm avrebbe dato buoni frutti.

(') Il solo accenno che potei trovare del lavoro fatto dal JOHNSON, è nel Vol. VII, dei Synopsis

of the Results of the Operations of the Great Trigonometrical Survey of India; North-West Himalaya Series and Kashmir. Dehra Dun, 1879, pag. XXXVIII-XXXIX.

  1. W. H. JOHNSON, Report oh a tourney to Ilchi, the Capital of Khotan, in Chinese Tartary. JOUR. ROY. GEOG. SOC. Vol. XXXVII, 1867, pag. 1.

  2. ROBERT SHAW, Visits to High Tartary, Yarkand, and Kashgar. Londra, 1871. Nel cap. XVI, ed a pag. 432, dove è anche una tavola a colori raffigurante il ghiacciaio.

  3. Autobiography and Reminiscences of Sir Douglas Forsyth, edited by his Daughter. Londra, 1887, pag. 101.

e) T. G. LONGSTAFF, I. c. pag. 652-653.

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