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0109 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 109 (Color Image)

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[Photo] The BaltisTipi di Baltì.

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doi: 10.20676/00000174
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CAPITOLO QUINTO

DI GIOTTO DAINELLI

ESCURSIONI INVERNALI NEL BALTISTAN

Escursioni preparatorie nel Cashmìr — Lungo la via per Scardu — Nel bacino di Scardu — In valle Braldo fino al ghiacciaio Baltoro — Valli Bàscia e Scìgar — Su per la valle Sciàiok fino nel territorio ladaco — Ai ghiacciai delle valli Saltoro e Cùndos.

Il còmpito veramente esplorativo della Spedizione — secondo i piani del Dottor   P
tor De Filippi — avrebbe dovuto svolgersi

nella primavera e nella estate del 1914,

"'`'   .•.r   in quella zona che sta a cavaliere del
Passo del Caracorùm e che si stende tra gli alti bacini del ghiacciaio Siàcen ed i primi altipiani tibetani delle Lingzi-Tang. Però, a me — geografo e geologo della

1 x      Spedizione — il còmpito esplorativo appa-
riva ben più vasto, in quanto non doveva limitarsi al riconoscimento e al disegno di una area presso che sconosciuta, anche se attraversata dall' unica carovaniera che

x      unisce il mondo Indiano con il Turchestàn
Cinese — ma doveva, per quella e per tutta quanta la regione che noi avremmo dovuto attraversare, assumere sopra tutto il carattere di esplorazione scientifica.

di Balti.   Neg. Daincllt   Molte altre spedizioni, infatti, hanno per-

corso la gran vallata dell' Indo superiore

e quelle dei suoi maggiori affluenti fino alle immense lingue ghiacciate del Caracorùm; ma poco ci hanno fatto sapere della costituzione rocciosa e dei caratteri morfologici, delle genti e dei fenomeni antropici. Le poche fonti, di un qualche indubbio valore, apparivano ormai troppo sommarie e se non altro troppo invecchiate, rispetto ai successivi progressi delle scienze geografiche, perchè dalla loro lettura uno potesse formarsi un sodisfacente concetto delle condizioni naturali, così fisiche come antropiche, della intera regione. Naturalisticamente, dunque, era ancora tutta quanta da esplorare.

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