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0284 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
History of an Italian Science Expedition to Himalayas, Kharakhorum and Chinese Turkistan(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / Page 284 (Color Image)

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doi: 10.20676/00000174
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240   CAPITOLO SETTIMO

Nel Làdak, come nel Bàltistan, vi sono poche specie di uccelli. V' è qualche avvoltoio, grossi branchi di pernici nelle valli, piccioni e gazze e stormi di uccellini innumerevoli per la campagna. Dentro Lè predominano sopratutto i corvi, e immagino che contribuiscono largamente a ripulire la città dalle immondizie. Venivano ogni sera agli alloggi nel boschetto della residenza in gran tumulto ed agitazione, riempiendo l' aria del loro gracchio assordante.

A Lè riorganizzai completamente la carovana. Fin dal 17-18 marzo erano arrivati 150 portatori di Scardu e 70 di Càrghil. I Balti giunsero con molti giorni di ritardo, come sempre accade quando le carovane non sono scortate da un Europeo. Erano stati scelti male, per la maggior parte inadatti alle fatiche, coperti di pochi cenci, e ne potei ritenere appena una ventina, che erano in buone condizioni fisiche e desiderosi di continuare a servir la spedizione. Fra i Ladachi arrivati da Càrghil e quelli dei dintorni di Lè scelsi altri 40 uomini robusti e sani per i lavori dell' estate nel Caracorùm, oltre a due giemadar o capi eletti da loro stessi, che dovevano rispondere della loro disciplina. Congedai i due scicari e tutti i servi cashmiri. Privi di ambizione, soddisfatti del gruzzoletto di rupie messo insieme nei mesi trascorsi colla spedizione, non avevano alcun desiderio di seguirci in paesi da loro sconosciuti. Arruolai invece a Lè due servi, due cuochi e due sais per badare ai cavalli. Fra i servi era un giovane iarcando, di nome Habibullah, che sotto la guida dell'Alessandri, imparò presto a raccogliere i dati degli strumenti meteorologici e persino a leggere i cerchi graduati dei teodoliti con cui si seguivano i palloni piloti nel loro volo. Approfittò così bene delle lezioni che più tardi, sull' altipiano Dèpsang, invece di alzarsi la notte a fare le osservazioni necessarie per lo studio della variazione diurna degli elementi meteorologici, trovava più comodo registrare al mattino dati inventati con molto giudizio e discernimento.

Il 10 maggio ritornò a Lè il nostro capo carovana Rasul Galwan, che aveva passato due mesi nella valle Sciàiok, occupato a far trasportare circa mille carichi di provviste fin quasi al ciglio dell' altipiano Dèpsang, sebbene le sue pendici fossero ancora coperte di nevi abbondanti.

Tutto era pronto per intraprendere la seconda parte della campagna, e il mattino del 15 maggio lasciavamo Lè coll' animo commosso di gratitudine per la larga e generosa ospitalità piena di cordialità e cortesia che tutti ci avevano usato.