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『東洋文庫所蔵』貴重書デジタルアーカイブ

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0515 Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1
ヒマラヤ、カラコルム、中国領トルキスタンへのイタリア科学派遣団の歴史(1913-1914) : vol.1
Storia della Spedizione Scientifica Italiana nel Himàlaia, Caracorùm e Turchestàn Cinese(1913-1914) : vol.1 / 515 ページ(カラー画像)

キャプション

[Photo] カラコルム峠へ向かう途中のチャジョス・ジルガでのキャンプCampo di Ciàgios Gilgha, sulla via del Caracorùm.

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doi: 10.20676/00000174
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OCR読み取り結果

In un'altra ora scendiamo al piano della valle Cipcìàk (5000 m. s. m.) amplissima,
che poco più sotto si restringe in gole. Qui, non discernibile per alcun segno spe-
ciale, è un luogo di tappa detto Daulàt Beg Uldè, ossia « (luogo dove) morì il Signore
del Paese », cioè quel Sultàn Said, che nel 1531 aveva invaso il Làdak ed il Bàltistan
con un seguito di 5000 uomini, e che perì qui, dicesi di mal di montagna, due anni
dopo, quando era sulla via del ritorno (¹). In questo punto, l'antica via che da Sassir
seguiva le strette dello Sciàiok, prima che fossero sbarrate dai ghiacciai Cumdàn, si
congiunge con quella più recente che traversa l'altipiano Dèpsang.
Il Cipcìàk ha le dimensioni d'un torrentello, e scorre contro la scarpa d'un
terrazzo che si stende lungo la parete destra della valle. Vi saliamo sopra, e dopo