dell' altipiano, al sommo d' un valloncello aperto, poco inclinato, dove scorre un torrentello, senza traccia di vegetazione. Andiamo diritti verso il Caracorùm nudo, senza nevi o ghiacci, con cime poco prominenti, che non si presenta come una catena trasversale di monti, ma come una serie di creste parallele, dirette da Nord-Ovest a Sud-Est, irregolarmente collegate tra loro da insellature, e formate da roccie brune o giallognole, con qua e là grandi macchie rosse.
In un' altra ora scendiamo al piano della valle Cipciàk (5000 m. s. m.) amplissima, che poco più sotto si restringe in gole. Qui, non discernibile per alcun segno speciale, è un luogo di tappa detto Daulàt Beg Uldè, ossia « (luogo dove) morì il Signore del Paese », cioè quel Sultàn Said, che nel 1531 aveva invaso il Làdak ed il Bàltistan con un seguito di 5000 uomini, e che perì qui, dicesi di mal di montagna, due anni dopo, quando era sulla via del ritorno C). In questo punto, l'antica via che da Sassir seguiva le strette dello Sciàiok, prima che fossero sbarrate dai ghiacciai Cumdàn, si congiunge con quella più recente che traversa l' altipiano Dèpsang.
Il Cipciàk ha le dimensioni d' un torrentello, e scorre contro la scarpa d' un terrazzo che si stende lungo la parete destra della valle. Vi saliamo sopra, e dopo
e) Vedi innanzi, a pag. 50.